sabato 14 luglio 2012

Multimondi e multiversi

Oggi inauguriamo la rubrica "Multiversi", tenuta da Guido Martinoli socio di M42 che si interessa di filosofia.

Buona lettura

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Multimondi e multiversi

Gli esperti sostengono che l’universo abbia circa quattordici miliardi di anni.
Lo si desume da misurazioni abbastanza attendibili riguardo al fatidico Big Bang, da cui pare originò quel tutto, che da allora sembra espandersi in spazio e in tempo.
Orbene a posteriori possiamo immaginare di essere un’enorme bolla indipendente, confinata e con quel diametro (in chilometri o anni luce cambia poco), che continua a crescere.
Da questa ipotesi ne derivano altre e di molto interessanti. Intanto che ci possano essere altre bolle, che si stanno allargando come noi (o riducendo) ma a distanze tali da restare invisibili, giacché neppure la luce (la sua velocità è enorme ma finita) riesce a metterci in contatto e c’è già chi azzarda infinite bolle, che indisturbate pulsano per i fatti loro in uno spazio ovviamente infinito.
Ogni bolla avrebbe delle galassie con ciascuna miliardi di stelle come le nostre, con relativi sistemi solari e pianeti come la terra e con esseri viventi e uomini come noi.  
Peraltro l’incapacità della luce di collegare le bolle comporterebbe anche una loro libertà gravitazionale, che le lascerebbe fluttuare liberamente nell’infinito.
Tolto lo sgomento emotivo, non ci sarebbe alcun ostacolo né logico né fisico a immaginare tali infinite bolle, che “vivono” nell’infinito, ciascuna “danzando” più o meno armoniosamente ma separatamente con le altre. Anche quello spazio “reggerebbe”: basterà immaginarlo “più volte infinito”. E la nostra matematica potrebbe ancora affrontarlo, visto che maneggia agevolmente da secoli il calcolo infinitesimale.
Sull’onda della somiglianza potremmo anche ipotizzare altre creazioni o Big Bang e un certo numero, elevato quanto si vuole, di cantieri aperti con Dei creatori, maligni tentatori e con relativi figli sacrificati e rivelanti la buona novella. Finché alla fine dovremo chiederci perché tutto ciò o che senso avrebbe tale costruzione come minimo metafisica e forse trascendente? Arduo e quasi impossibile rispondere.
La questione del senso è sconfinata e angosciante e supera quella già incredibile dell’infinito.
L’unica certezza sul senso è che nessuno lo conosce. Se e quale sia o se non ci sia, resta un problema aperto. D’altronde, la descrizione che ho fatto può starci anche senza senso e nella semplice e assoluta necessità, come teorizzò Nietzche. E quel che è peggio è che il nostro esserci non sembra avere alcun effetto sul senso, che sembra continuare indifferentemente a esserci o a non esserci.


Guido Martinoli

2 commenti:

  1. Ma come si fa a dire che il senso nessuno lo conosce? Bisogna avere occhi e orecchie chiuse!
    La vita ha un senso, l'Universo ha un senso perchè senza un senso c'è solo il suicidio

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    1. Caro Giacomo, non basta vedere, ascoltare e toccare per cogliere il senso della vita o del mondo. Così facendo potrai al più capire "come" è fatto, "quanto" è grande o piccolo, bello o brutto e altre specificazioni similari. Ma per il senso occorre rispondere alla domanda delle domande e cioè al perchè c'è il mondo, perchè c'è qualcosa (Universo, Dio, essere, esistenza ecc) e non il nulla. Se potrai rispondere in modo esaustivo, senza innescare altre domande, forse avrai trovato quello che io chiamo senso. Nessuno finora è riuscito a rispondere a tali questioni e dunque nessuno ne conosce il senso. Paradossalmente il suicidio potrebbe avere senso proprio se fatto nell'intento di cercare con la morte la ragione del nostro esserci. Di là forse si può trovare il senso che di qua ci sfugge.
      Grazie, Guido

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